Beni culturali, 80 milioni per 17 siti campani. I fondi del Mic per renderli più sicuri – Corriere Del Mezzogiorno


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Da Carditello a Cuma, dagli Scavi di Pompei al Mann: ecco quali sono i luoghi che il ministero ha deciso di preservare dai rischi di crolli
Il ministero della Cultura investe sulla messa in sicurezza dei siti archeologici e monumentali della Campania: ben 17 interventi, su un totale di 21, riguardano la più grande regione del Sud Italia, per 80 milioni complessivi su un totale di poco più di cento destinati all’intero Mezzogiorno. 
A renderlo noto è stato lo stesso Ministero che ha annunciato di aver «avviato un ampio programma di interventi per la prevenzione e la messa in sicurezza dal rischio sismico dei luoghi della cultura delle regioni del Mezzogiorno, affiancato da azioni di adattamento ai cambiamenti climatici, nell’ambito del programma nazionale Cultura 2021-2027». 


Alcuni progetti comportano un finanziamento di oltre dieci milioni di euro. Più di tutti (12 milioni e 458 mila euro) ne assorbirà quello di recupero, restauro, consolidamento, recupero paesaggistico e ambientale per la valorizzazione della Delizia Reale di Carditello nel comune di San Tammaro. Poco in meno (11 milioni e 410 mila euro) sono destinati ai lavori urgenti di risanamento della Reggia di Capodimonte, lotto 3, mentre 10 milioni tondi saranno impiegati per il restauro del Teatro di San Carlo di Napoli e delle sedi distaccate. 
Ma vediamo in dettaglio quali saranno le altre opere che beneficeranno dei fondi ministeriali. Ci sono gli interventi di prevenzione e messa in sicurezza dal rischio sismico e di incremento dell’accessibilità e della fruibilità di Villa Campolieto di Ercolano (1, 98 milioni); gli interventi strutturali di prevenzione sismica e messa in sicurezza della Biblioteca Statale del Monumento nazionale dell’Abbazia di Montevergine a Mercogliano (4,44 milioni). Per lo stesso edificio sono stati stanziati altri 6,8 milioni. Fondi anche per il miglioramento della Galleria Ferdinando Fuga, con annesse aree esterne di parcheggio, per la vori di restauro, valorizzazione e adeguamento funzionale del compendio demaniale denominato Spolettificio dell’Esercito (ex real Fabbrica d’Armi) e del sito archeologico di Oplontis a Torre Annunziata (3,98 milioni). Sempre in favore del Parco archeologico di Pompei sono stati previsti 2,9 milioni per il miglioramento sismico dell’edificio ex falegnameria e ulteriori lavori allo Spolettificio e a Oplontis. Finanziati anche i lavori di messa in sicurezza e per la realizzazione delle coperture del Secondo complesso di Villa Arianna a Castellammare di Stabia (2,95 milioni). Ancora a Pompei sono stati destinati 3,12 mioni per il restauro e le nuove coperture della Casa di Giove nella Regio V. 
Un altro progetto di messa in sicurezza riguarda l’Acropoli del Parco archeologico di Cuma, in particolare il contenimento del rischio sismico alla Masseria del Belvedere (1,74 milioni). Sempre nell’Area flegrea si effettueranno lavori per la messa in sicurezza dal rischio sismico dell’antro della Sibilla (3,2 mioni), dell’anfiteatro Flavio di Pozzuoli (4,89 milioni), dell’allestimento museale, del deposito e della collezione del museo archeologico nel castello di Baia (un milione).
Stessa tipologia di intervento riguarderà il complesso monumentale di palazzo Carafa-Loffredo, sede ausiliaria dell’Archivio di Stato di Napoli (3,35 milioni). Due finanziamenti anche per il Mann di Napoli: per l’adeguamento strutturale e allestimento antisismico dei depositi (2 milioni) e per il restauro e l’adeguamento strutturale della copertura a capriate lignee del salone della Meridiana (4,16 milioni). 
«L’iniziativa del Ministero che fa capo ad Alessandro Giuli — si legge in una nota — si inserisce nella strategia nazionale di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale pubblico, con particolare attenzione agli edifici e ai complessi di elevato valore storico-artistico e ambientale che presentano maggiori livelli di vulnerabilità strutturale. Gli interventi finanziati consentiranno di agire su circa 450mila metri cubi di strutture culturali, migliorando in modo significativo il comportamento sismico degli edifici e riducendo il rischio di danni derivanti da eventi naturali estremi».
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10 gennaio 2026 ( modifica il 10 gennaio 2026 | 19:29)
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