
Dalla valorizzazione dei borghi storici ai fondi per musei, teatri e tradizioni locali: il provvedimento passa in commissione e torna ora in Giunta per l’approvazione definitiva
REGIONE LAZIO – Musei, borghi storici, teatri, dialetti e progetti legati al Pnrr. La Regione Lazio mette sul tavolo nuove risorse per il settore culturale con il Piano annuale 2026 degli interventi per la valorizzazione culturale, che ha ottenuto il via libera a maggioranza della commissione Cultura, spettacolo, sport e turismo. La seduta, presieduta da Mario Luciano Crea della Lista Civica Rocca, ha visto la presentazione del provvedimento da parte dell’assessora regionale Simona Renata Baldassarre, delegata a Cultura, Pari Opportunità, Politiche giovanili e della Famiglia e Servizio civile. Dopo il passaggio in commissione, il testo tornerà ora in Giunta per l’approvazione definitiva.
Il Piano 2026 rappresenta una fase transitoria in attesa dell’approvazione del programma triennale previsto dalla legge regionale 24 del 2019, ma già definisce una programmazione economica ampia per i prossimi anni. Per il solo 2026 vengono stanziati circa 21 milioni di euro, precisamente 21.028.547,30 euro, destinati a diversi capitoli di bilancio dedicati alla cultura. Il documento contiene inoltre le previsioni finanziarie per il biennio successivo: oltre 14,3 milioni di euro per il 2027 e 600mila euro per il 2028, per un totale che supera i 36 milioni di euro nel triennio 2026-2028.
La quota più rilevante del Piano riguarda la riqualificazione e la valorizzazione del patrimonio culturale materiale e dei luoghi della cultura. A questo ambito vengono destinati circa 13 milioni di euro. Le risorse serviranno per interventi su musei, dimore storiche, siti archeologici, teatri, sale cinematografiche, luoghi di culto e spazi ricreativi. Tra gli obiettivi indicati figurano il miglioramento della conservazione dei beni culturali, l’aumento della fruibilità degli spazi e il rafforzamento dell’attrattività turistica e culturale del territorio. Nel Piano trovano spazio anche interventi di digitalizzazione dei musei e progetti dedicati alla valorizzazione dei borghi storici.
Un altro capitolo del Piano riguarda il sostegno economico agli enti partecipati e dipendenti della Regione Lazio, con uno stanziamento complessivo di circa un milione di euro. I contributi previsti interesseranno diverse realtà culturali. Tra queste figurano la Fondazione Vulci e la Fondazione Latina 2032, entrambe destinatarie di 300mila euro, oltre alla Fondazione Vittorio Occorsio, all’I.R.Vi.T. e alla Fondazione Museo del Ricordo. L’obiettivo del Piano è garantire supporto organizzativo e continuità alle attività culturali svolte dagli enti che operano con la partecipazione diretta o indiretta della Regione.
Una parte degli investimenti sarà dedicata anche alla valorizzazione del patrimonio culturale immateriale, con uno stanziamento di circa 105mila euro. In questo ambito rientrano iniziative legate alla tutela dei dialetti del Lazio, alla promozione delle tradizioni popolari e alla salvaguardia dei saperi locali. Il Piano prevede in particolare risorse dedicate a progetti di studio e valorizzazione linguistica, oltre al sostegno di manifestazioni tradizionali diffuse sul territorio regionale.
Tra gli strumenti previsti dal Piano ci sono anche gli accordi di collaborazione con soggetti pubblici e privati, finanziati con circa 150mila euro. Le risorse serviranno a sostenere progetti condivisi come la candidatura Unesco degli “Insediamenti Benedettini Altomedievali”, che riceverà circa 144mila euro distribuiti su diversi capitoli di bilancio. Previsti inoltre accordi con il Ministero della Cultura per la valorizzazione di siti storici come la Certosa di Trisulti.
Un capitolo importante del Piano riguarda infine l’attuazione delle misure culturali previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Per gli interventi collegati al Pnrr Cultura vengono stanziati circa 6 milioni di euro. Le risorse saranno utilizzate per progetti dedicati all’attrattività dei borghi, alla catalogazione e valorizzazione di parchi e giardini storici, oltre che alla formazione professionale di figure specializzate come i giardinieri d’arte. Nel documento sono inoltre previsti avvisi pubblici e progetti specifici finanziati attraverso i fondi del Pnrr.
Redazione