Salone del Libro di Torino, la Regione Campania presenta l'Inventario del Patrimonio Immateriale Campano – Il Mattino


La Regione Campania sarà protagonista al Salone Internazionale del Libro di Torino 2026 con la presentazione dell’edizione 2025/26 del Catalogo IPIC – Inventario del Patrimonio Immateriale della Campania, il registro regionale dedicato alla tutela, alla valorizzazione e alla promozione delle tradizioni, delle pratiche, dei saperi e delle espressioni culturali che rappresentano l’identità delle comunità della Campania.
La presentazione è in programma sabato 16 maggio, alle ore 16:30, presso lo stand della Regione Campania.
L’iniziativa rappresenta un’importante occasione per raccontare e valorizzare il patrimonio culturale immateriale della Campania, inteso come insieme di tradizioni, riti, espressioni artistiche e pratiche comunitarie che costituiscono l’identità profonda dei territori, dalle grandi città alle aree interne.
Il Catalogo IPIC, infatti, raccoglie e restituisce in forma organica queste esperienze, offrendo uno strumento di conoscenza e promozione rivolto a un pubblico ampio e internazionale, in un contesto di grande visibilità come quello del Salone del Libro, tra i principali appuntamenti culturali europei.
Ad aprire l’incontro sarà Rosanna Romano, Direttore Generale per le Politiche Culturali e il Turismo della Regione Campania. Il dibattito, moderato dal giornalista Ettore De Lorenzo, vedrà la partecipazione di figure rappresentative del patrimonio culturale campano, tra cui Benedetto Casillo, legato alla tradizione della Festa di Piedigrotta, e Vincenzo Nicolella, studioso di arte presepiale.

Ad arricchire l’incontro il contributo video del Maestro Peppe Barra, dedicato a La Cantata dei Pastori, simbolo della tradizione teatrale e musicale napoletana.
Le conclusioni saranno affidate all’Assessore alla Cultura e agli Eventi della Regione Campania, Onofrio Giustino Angelo Cutaia, la cui presenza rappresenta anche un momento di rilancio delle politiche regionali di valorizzazione del patrimonio culturale.
La presentazione del Catalogo sarà inoltre occasione per ribadire il ruolo strategico del patrimonio immateriale come leva di sviluppo culturale, sociale ed economico, in grado di attivare processi di valorizzazione dei territori, con particolare attenzione alle comunità locali e alle aree interne.
Nel corso dell’incontro sarà distribuita ai partecipanti la versione cartacea del Catalogo, che sarà inoltre disponibile in formato digitale sul sito: https://www.scabec.it/progetti/inventario-del-patrimonio-immateriale-della-campania
Infine, oltre alla promozione del patrimonio immateriale, durante l’evento ci sarà spazio per la valorizzazione dei principali siti culturali del territorio regionale grazie a campania>artecard, il pass culturale di Regione Campania gestito da Scabec – Società Campana Beni Culturali che consente a turisti e residenti di accedere con facilità a musei, parchi archeologici e percorsi sotterranei della Campania.
Il Catalogo IPIC – Inventario del Patrimonio Immateriale della Campania, giunto alla sua terza edizione, rappresenta una raccolta sistematica e aggiornata degli elementi culturali immateriali riconosciuti dalla Regione Campania come espressione identitaria delle comunità e dei territori.
Istituito nel 2017 nell’ambito delle politiche regionali di valorizzazione del patrimonio culturale, in coerenza con la Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003, l’IPIC si configura come uno strumento normativo, operativo e partecipativo finalizzato alla tutela, documentazione e promozione delle pratiche culturali viventi.
Ad oggi, l’Inventario conta 170 elementi iscritti, articolati in cinque sezioni:
Saperi (tecniche e pratiche artigianali tradizionali);
Celebrazioni (riti, feste popolari e religiose);
Espressioni (tradizioni orali, musica, linguaggi e performance artistiche);
Cultura agro-alimentare (pratiche legate alla tradizione rurale, gastronomica ed enologica);
Spazi culturali (luoghi in cui il patrimonio immateriale viene praticato e tramandato).
La prevalenza della sezione Celebrazioni, che raccoglie la maggior parte degli elementi iscritti, testimonia la forte radicazione territoriale delle pratiche rituali e festive nella cultura campana, mentre le annualità più recenti registrano una crescita significativa delle candidature nelle altre sezioni, segno di una maggiore consapevolezza da parte delle comunità rispetto al valore dei propri patrimoni.
Il Catalogo nasce con l’obiettivo di restituire in forma organica e accessibile lo stato dell’arte del patrimonio immateriale campano, attraverso schede sintetiche che descrivono ciascun elemento, corredate da apparati iconografici e da contributi scientifici a cura del Comitato tecnico regionale.

Le schede, elaborate a partire dai dossier di candidatura presentati dalle comunità, seguono un modello metodologico ispirato alle linee guida dell’ICCD (Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione), garantendo uniformità, rigore e qualità delle informazioni.
L’Inventario IPIC si distingue per il suo carattere partecipativo e comunitario: sono infatti le comunità locali – associazioni, enti, gruppi informali – a proporre le candidature, dimostrando la storicità delle pratiche (almeno 50 anni), la trasmissione intergenerazionale, il valore identitario e il coinvolgimento attivo delle giovani generazioni. Questo processo ha generato negli anni una vera e propria mobilitazione culturale diffusa, favorendo la costruzione di nuove narrazioni territoriali e rafforzando il senso di appartenenza.
Il Catalogo rappresenta non solo uno strumento di conoscenza, ma anche un dispositivo strategico di valorizzazione, che contribuisce a riconoscere il patrimonio immateriale come risorsa per lo sviluppo culturale, sociale ed economico. In particolare, emerge il ruolo centrale delle aree interne, dove le pratiche tradizionali costituiscono un elemento fondamentale di coesione sociale e un’opportunità per attivare percorsi di sviluppo sostenibile, anche in relazione al turismo culturale e al cosiddetto “turismo delle radici”.
La Regione Campania, tra le prime in Italia a dotarsi di un sistema strutturato di catalogazione del patrimonio immateriale, si colloca in un contesto di eccellenza anche a livello internazionale, con numerosi riconoscimenti UNESCO, tra cui l’arte dei pizzaiuoli napoletani, la Festa dei Gigli di Nola e la dieta mediterranea. In questo quadro, l’IPIC rappresenta un tassello fondamentale per ampliare e consolidare il riconoscimento del patrimonio culturale immateriale come elemento vivo e dinamico.
A otto anni dalla sua istituzione, il Catalogo IPIC restituisce dunque una fotografia articolata e in evoluzione di un patrimonio collettivo, che non appartiene al passato ma continua a essere praticato, reinterpretato e trasmesso, configurandosi come una leva fondamentale per la costruzione del futuro delle comunità.

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